Victor Stainmann Almoner · The Freemason’s Library & Ritual Archive
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Filosofia della carità

Perché la piattaforma porta il nome dell’Elemosiniere — e che cosa la carità massonica insegna al filantropo moderno.

Questa piattaforma porta il nome di una carica, non di un ornamento. In ogni loggia, l’Elemosiniere è il fratello incaricato di accorgersi: chi è malato, chi è in lutto, a chi la bolletta del riscaldamento è raddoppiata in silenzio. Egli dona dal fondo della loggia e dalla sua attenzione — di solito senza che mai nessun altro lo venga a sapere.

Quella carica racchiude un’intera filosofia della carità, ed è quella praticata qui:

  • La carità è strutturale, non occasionale. La loggia non attende gli appelli; nomina un ufficiale, mantiene un fondo e riesamina il bisogno a ogni riunione. La generosità è istituzionalizzata affinché non possa essere dimenticata.
  • La dignità è metà del dono. L’aiuto giunge in privato, tra pari, senza cerimonie né clamore. Chi lo riceve non deve nulla, se non la stessa vigilanza verso gli altri.
  • Comincia da vicino, estenditi lontano. Dapprima i propri fratelli di loggia, poi la comunità, poi il mondo — i cerchi concentrici lungo i quali il soccorso massonico ha sempre viaggiato, dall’affitto di un fratello ai fondi internazionali per le calamità.
  • Dona ciò che si moltiplica. L’istruzione è il dono prediletto dell’elemosiniere, perché continua a donare anche dopo che il donatore se n’è andato. L’archivio gratuito di Almoner — ogni libro, ogni rituale, ogni registrazione — è esattamente questo: carità nella forma dell’accesso.

Le pagine di questa sezione mostrano la tradizione all’opera: i campi dell’impegno umanitario massonico, le grandi istituzioni caritatevoli che l’Arte ha edificato e i successi che dimostrano come i metodi silenziosi spostino le montagne.