Simbolismo massonico
La lingua d’insegnamento dell’Arte: la Squadra e il Compasso, gli strumenti di lavoro, le colonne, il pavimento a mosaico e la luce.
La massoneria insegna per simboli più che per dottrina. I suoi emblemi sono deliberatamente semplici — l’attrezzatura di un costruttore — affinché ogni massone possa approfondirne il significato lungo l’intera vita. Quanto segue sono le interpretazioni essenziali tradizionali; le tavole del nostro Archivio dei rituali le presentano nella loro piena veste cerimoniale.
La Squadra e il Compasso
Il distintivo universale dell’Arte. La squadra — lo strumento che verifica gli angoli retti — sta per la moralità: una condotta onesta, equanime, retta. Il compasso, che traccia il cerchio del limite, sta per il dominio di sé: tenere passioni e appetiti entro i giusti confini. Uniti, dicono che la condotta di un massone dev’essere insieme retta e misurata. Là dove tra essi compare la lettera G, essa rimanda alla Geometria — l’arte operativa — e al Grande Architetto, ciascun massone intendendo secondo la propria fede.
Gli strumenti di lavoro
Ogni grado affida all’aspirante alcuni strumenti e i loro significati. Il regolo di ventiquattro pollici ripartisce la giornata — lavoro, riposo, servizio. Il maglietto comune elimina le asperità del carattere. Il filo a piombo verifica la rettitudine; la livella, l’uguaglianza; la cazzuola stende il cemento dell’amore fraterno che tiene unito l’edificio. La lezione è sempre la stessa: gli strumenti che innalzano muri possono innalzare gli uomini.
Le colonne
Due grandi pilastri, che richiamano quelli che si ergevano al portico del Tempio di Re Salomone, incorniciano l’ingresso simbolico della loggia — stabilità e forza, la soglia tra il mondo profano e il lavoro che si compie all’interno. Le tre colonne minori della loggia — ionica, dorica e corinzia — recano Sapienza, Forza e Bellezza: sapienza per concepire, forza per sostenere, bellezza per ornare, la triplice esigenza di ogni nobile impresa.
Il pavimento a mosaico
Il pavimento della loggia è a scacchi bianchi e neri — l’emblema della vita umana, intessuta di luce e di ombra, di gioia e di avversità, mai l’una senza l’altra. Percorrendolo, al massone è rammentato di mantenere un passo costante attraverso entrambe: non esaltato dalla prosperità, non spezzato dalla sventura, e caritatevole verso chi si trova, per il momento, su una casella più scura.
La luce
L’aspirante entra nelle tenebre e chiede la luce — il più antico e profondo simbolo dell’Arte. La luce è conoscenza, verità, coscienza; le Tre Grandi Luci e le luci minori della loggia ne segnano le sorgenti e i testimoni. L’intero cammino massonico si può raccontare in una sola frase: un uomo venne in cerca della luce e apprese che doveva anche portarla.